venerdì, 23 maggio 2008
Oggi la durezza dell'esistenza (anche se ad altri potrebbe sembrare ridicolo) mi ha indotto a reagire come non dovrei.
Ho mangiato 3 supplì, un trancio di pizza e un lungo saporosissimo hot-dog dall'egizio di via delle Alzavole.
Ieri sera ho mangiato la pasta.
L'altra sera la pizza 2 crocchette di patate e 3 supplì.
Questo esame di Stato mi distruggerà .
L'arrivo dei miei mi distruggerà .
Ho trombato il dietologo e al Dott. S. ieri non sapevo come dire che mia madre sta peggio e la geriatra ha detto di non metterla a dieta e che così sta benissimo.
Ho disegnato con i pastelli fini che nessuno mi ha mai regalato e il silenzio man mano si scioglieva.
Ma non è servito.
giovedì, 27 marzo 2008
Altra gornata di merda. 2 tramezzini. dovrei contaminarmi di sesso. non sono capace di farlo. Ridda. laueato. bocconi. agosto. porte chiuse. euri 3.70. non bastano. volevo altro. non so cosa. altra merda di giornata. altra merda. che merd. che schifo. trattamento. disciplinare. clausola. che tempo farà . merda merda giornata di merda. anche la luce è grigia.
venerdì, 07 dicembre 2007
Giornata di assemblea d'istituto: ovvero come accogliere i ragazzi in classe alle 8.00,come fare l'appello ed uscire tutti alle 8.30 quando dovrebbe cominciare l'assemblea; tanto di quella non frega niente a nessuno.
Ho mangiato come un maiale. Ma la causa non era quella.
Anche ieri ho mangiato come un bufalo dall'egizio di Piazzale delle Gardenie. L'ambiente è popolare ma discreto, frequentato alle 11.45 (quando ci vado io) da operai e manovali per lo più stranieri in pausa pranzo. Almeno, penso sempre, non mi sentirò osservato la dentro. Il padrone è un panzone egizio peggio di me, che, come tutti i levantini, se diventi suo cliente e paghi in contanti, ti stende tappeti d'oro sotto i piedi e non fa mai una piega. Altrove a causa del piccolo vizio di ingozzarmi che mi assale tutti i giorni invariabilmente tra le 11.45 e le 12.30, mi sono sentito servire i miei medicamenti maleolenti e grondanti olio con il sarcasmo di un: "bella botta de fegato" oppure "...e poi 3, 4, 5 supplì". In più Lucia mi ha etichettato come "Super-supplì" l'eroe della pausa pranzo.
Ha un socio unto e baffuto l'egizio con due occhietti vitellini e vispi e una moglie ucraina bianca e bionda come un gabbiano scandinavo.
Ieri dopo aver sollevato sul bancone il mio vassoio contenente la pizza con mozzarella, la ripiena con formaggio e quella ai funghi e quattro formaggi tagliuzzata a quadratini regolari e ordinata a spina di pesce, mi ha regalato anche una crocchetta. Mi è venuta l'acquolina al pensiero della frenesia di fare a brandelli con i denti quelle paste e di far violenza con gli incisivi alla crocchetta.
Ho perso la cognizione del tempo e del luogo. La voce chioccia che veniva dalla tivvu ripeteva gli ingredienti per il pollo al curry e canzoncine stupide. Io non so più dove sono. Mi perdo nella masticazione e nel sapore piatto, liquido, sempre uguale, nello stomaco che si riempie e si riscalda, nel vuoto che mi separa da Lucia che si riempie e tracima.
Da grasso somiglio molto più di prima a mia madre. Una foto che ha scattato Clio qualche settimana fa mi ha messo il panico: stesso sorriso compiaciuto, stesso collo taurino e tozzo che si leva a stento dalla maglietta, stessa informe spalla.
Oggi, dopo aver appreso che Lucia sarebbe tornata tardi a casa e che alle 8.45 la mia giornata di lavoro era già terminata, mi si è sciorinato davanti tutto il resto del tempo a disposizione. Tutta quella distesa di tempo che ha colui che ha tempo da perdere, perchè l'unica occupazione che ha è costituita dall'attesa che passi il tempo fino all'arrivo della sera. In genere queste persone invidiano quelli che non hanno mai tempo e molto si dolgono della propria inettitudine. E cos'è l'inettitudine se non il tempo perso da chi aspetta che passi il tempo?
Così oggi mi sono servito dall'imbattibile Alì, Tuscolana angolo Numidio Quadrato. Una teoria di giovani marocchini tutti simili che si alternano fraternamente a tagliare carne scoppiettante di grasso al girarrosto arabo ed un'unica donna che (me lo sono inventato io) è la moglie di Alì. Chi sia Alì non lo so, non ho il diritto di scegliere tra tutti quegli uomini il mio ospite. Anche perchè non avrei il coraggio di confidargli che anche nelle crisi più violente, cinetiche,frenetiche, divoratrici, spazzolafrigo, il motivo che mi allontana da lui è il fatto che la discrezione che regna all'interno, e che mi permette una piacevole e soddisfacente secrezione dei cibi, sia sbilanciata dal passeggio continuo e dal traffico della Tuscolana. E da quelli che sbirciano all'interno!