domenica, 09 novembre 2008
Devo proprio raccontarvi l'autogestione che i miei piccini hanno messo su la settimana scorsa.
giovedì, 03 luglio 2008
Comincerò il racconto.
L'ultimo giorno di scuola una collega d'inglese supplente (che darebbe via il culo per due lire) mi si avvicina e mi fa:"cercavo proprio te. Tu fai il commissario d'italiano alla scuola parificata***?"
"Sì"
"Aaah, ascolta, c'è il marito di una mia carisssssima amica che è il Preside e gestore e ti stava cercando"
"E perchè?"
"Perchè non è riuscitoa rintracciare nessuno dei commissari esterni,e nella nostra scuola ha visto che ci lavoravo io. Così mi ha pregato di chiederti di chiamarlo che vi mettete d'accordo, perchè c'è una commisaria esterna di Diritto che è pazza...dice che l'ha chiamato tre volte e lui non capiva che cosa volesse questa. Mi ha detto di dirti di aiutarlo a fermarla. Me lo ha chiesto come favore personale. "
Me la sono guardata e non ho risposto. Ho abbassato gli occhi e sono uscito dalla stanza.
Durante i giorni di quest'esame sono accaduti i seguenti eventi:
1. Il Preside-Gestore-Proprietario (Bastardo n.d.A.) di questo posto ha brigato al punto da far sì che la Presidente di commissione non si presentasse.
2. Ha imposto l'ammissione all'esame di due candidati privatisti ai quali il credito non era stato dato dal consiglio di classe, in modo che il puntegio gli venisse moltiplicato per tre.
3. Durante la prova d'italiano ha suggerito pezzi di tema ai ragazzi davanti a me. Io l'ho richiamato e ho abbassato tutti i voti.
4. Durante la seconda prova io ho sequestrato un fogliettino fotocopiato e ritagliato con cura, contenente la soluzione del compito di economia aziendale. La Presidente, che, dopo aver acquisito la prova, ha riunito la Commissione e cazziato aspramente i membri interni, ha ammesso l'alunno agli orali "con riserva".
5. Durante la correzione dei temi d'italiano ne ho trovati tre che ripetevano gli stessi passi, tutti allo stesso punto dello svolgimento. Dal momento che non si poteva provare chi avesse copiato da chi (e da dove aggiungerei, dal momento che lo stile di quei passi era completamente diverso da quelo dei candidati) la presidente ha ritenuto di soprassedere.
6. L'imbelle giovanotta che "insegna" inglese (che io disprezzo con tutte le mie forze, perchè è ben lieta di rappresentare lo zerbino su cui il Bastardo e la sua Puttana si puliscono i piedi) interroga tutti a bassissima voce chiedendo la lettera commerciale e quante parti abbia.
Quello che mi fa rabbia è che questa gente si approfitta del bisogno della gente e che spesso non si capisca che abbandonare la scuola quando si è ancora giovani è la cosa peggiore che si possa scegliere.
giovedì, 19 giugno 2008
Sono troppo incazzato in questo momento per raccontare.
Ma vi prego.
Non vi iscrivete nelle scuole private o paritarie.
Sono una merda.
Una vera merda.
Bisogna turarsi il naso quando ci si entra e farsi una doccia con il Lisoformio quando si esce.
Domani forse racconterò.
Spero di essere meno incazzato
Perchè ho la pancia che mi tira per la rabbia.
Non insegno dai privati. Ho la fortuna di non avere padroni che mi trattano da servo e che scaricano su di me la responsabilità di fare tutto il "lavoro sporco" di passare il compito agli alunni.
Però sono un insegnante che (dal momento che ha dei principi) soffre e sta veramente male a vedere che ci sono scorrettezze enormi e roba da andare in galera e non può fare niente.
Vi prego, non andate negli istituti privati, rubano i vostri soldi e quel che è peggio vi lasciano bestie.
Chi vi "insegna" si approfitta solo dei vostri soldi, che, evidentemente, non sapete come spendere. Oppure si approfitta del vostro bisogno e della vi convince che state comprando qualcosa.
Ma la scuola, quella vera, ve l'assicuro, non funziona così.
Convincetevene!!!
E rispondetemi
sabato, 24 maggio 2008
Lunedì prova scritta d'italiano per privatisti che intendano sostenere l'esame di stato. Incerto sul dafarsi ho consultato dei temari. Ce ne sono per tutte le tasche e tutte le dimensioni di mano, di taschino dei jeans o di non dico che altro. Con gli esami alle porte, nelle librerie, temari, raccolte di saggi e articoli zeppi di errori, letture rifritte di Dante, interpretazioni da strapazzo di Manzoni, te le tirano dietro. Nella libreria sotto casa questo genere di articoli ha gia il 15% di sconto.
E questo è il periodo in cui Ago, un mio alunno del quinto, visita e svuota librerie scolastiche e ne raccoglie di ogni genere, perchè a sentire lui, non c'è traccia per quanto astrusa ed improbabili che non possa essere prevista, non c'è argomento d'italiano che non sia anche solo sfiorato da un buon temario. Grazie alla lunga esperienza e alla costante applicazione alla ricerca, aAgo è diventato un vero esperto, un teorico del temario perfetto, un raffinato intenditore cdelle librerie più fornite e degli editori più affidabili. Ago, se dopo il diploma non dovesse fare il geometra, sogna sempre di scrivere il temario perfetto, l'alfa e l'omega dell'ausilio per lo studente incerto o non dotato, l'Aleph di tutti i temari, quello che contenga tutto dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno.
Ago senza il loro ausilio, non sa proprio che pesci prendere. Non ha idee, scrive come un libro svaporato, di solito ai compiti d'italiano non si presenta e il sabato non viene a scuola, perchè la settimana l'ha troppo stressato. Così il venerdì, con sul viso rubizzo di lampada solare un sorriso di scherno, mi dice "Buona domenica professo'" e sparisce.
Ha 23 anni. E il fardello di due bocciature già sul groppone.
L'anno scorso è arrivata la terza. Proprio a causa dell'uso irresponsabile del temario. Inopinatamente il coglioncione ha letto che nella traccia c'era scritto "villaggio globale" e dopo aver fatto due più due ha aperto il suo fedele compagno ed ha copiato di sana pianta un tema sulla "globalizzazione dell'economia".
A completare l'opera, il coglioncello ha scritto "globanizzazione" in luogo di "globalizzazione". La collega d'italiano scatenatasi per l'ira l'ha bocciato.
Argomenti papabili per lunedì: i cambiamenti nella famiglia moderna, immigrazione come disagio e pericolo, la violenza sulle donne.
Il resto della classe di Ago poco si preoccupa dell'esame. Schiamazzano allegramente. Esplorano ali abbandonate della scuola regno di zecche e polvere. Smantellano la macchinetta delle merendine in combutta con i teppisti della prima geometri e si appropriano di tutte le poltrone di pelle a rotelle dei laboratori di lingua in disarmo del terzo piano. Nei momenti liberi si sfidano in gare di velocità lungo il rettilineo del corridoio accanto alla loro classe, o girano spassose gags al grido di "Italia 1".
E' la demenza dei 18 anni.
Non abbiamo il preside in succursale.
Abbiamo una prima geometri di 34 ragazzini piena di bulli e delinquenti che assorbe gli sforzi e le attenzioni di tutti per occuparsi di quattro deficienti del quinto.
Quando un insegnante in prima è assente, la Vicaria consulta l'orario delle lezioni e individua il malcapitato docente a disposizione in quel momento. Poi manda le tre bidelle della scuola e la custode a sorvegliare la classe, affinchè nessuno spacchi la faccia ad un altro o si butti dalla finestra o butti un compagno dalla finestra. E dopo essere stato individuato, arriva il capro espiatorio che viene di solito accolto da bordate di fischi, insulti, urla beluine, parolacce e imitazioni di squisita qualità delle più diffuse specie di animali da cortile.
Di fronte a così tanto grande matta bestialità , perchè occuparsi di quei cretini di quinta?
martedì, 13 maggio 2008
In data odierna, visto che mancano meno di 15 giorni alla fine dell'anno e all'esame di Stato e dal momento che nessuno si sta facendo in quattro per finire i programmi e per ficcare in quelle zucche vuote qualcosa di sensato e visto che l'attività didattica langue e a nessuno premono le incombenze di fine d'anno e la preparazione degli esami, alla collega di Estimo ha punto vaghezza di chiedermi quali alunni della quarta potessi mandarle in sala video per visionare copia rarissima de "Il grande didattore" di Chaplin. E dal momento che io non mi sto spolmonando a casa e in classe per fissare qualcosa negli orci cavi dei cervelli dei ragazzi della quinta, stamane sono stato informato dai medesimi che 7 alunni su dodici sarebbero usciti alle nove (dopo essere entrati alle otto in punto) per l'immancabile torneo di pallavolo.
Ho bestemmiato tutte le Madonne del Messale Romano.
Ci sono andate di mezzo anche la collega di Estimo e quella di Educazione Fisica, la quale mai paga di rompere i coglioni, scassacazzi di talento, domani accompagnerà l'intera quinta al Torneo di Tennis al Foro Italico. Hanno appuntamento sotto l'obelisco dell'Eur (sic!) e di là tutti in gruppo si muoveranno alla volta del campionato.
mercoledì, 30 aprile 2008
Colto dalla disperazione per il pietoso stato di preparazione dei miei alunni maturandi, che per tutto l'anno si sono ben guardati dall'aprire libro, leggere, commentare, studiare e spesso anche essere presenti alle lezioni e spinto dal mio sciocco affetto nei loro confronti, ho detto loro di venire a casa mia oggi pomeriggio per organizzare le loro tesine di italiano e storia e ripetere qualcosa.
Dopo essere stato travolto da un mare di cazzate, battute, oscenità più o meno ermetiche i miei alunni hanno così stabilito:
1. sono a loro disposizione
2. verranno alternandosi per ripetere e farsi interrogare con comodo
3. alcuni (ma non so ancora chi) verranno venerdi
4. nessuno verrà con le femmine perchè quelle vogliono studiare
5. non porteranno "M'illumino d'immenso" perchè non accettano che una poesia di due versi abbia una bibliografia critica infinita.
Credo di essermi lasciato trasportare troppo dai miei sensi di colpa...
venerdì, 07 marzo 2008
I ragazzi sanno di droghe un sacco di cose che nemmeno sospettiamo.
Oggi al limite della denuncia alla Polizia ed a seguito del fatto che alcuni alunni di una mia classe erano stati sospesi a causa di fumo e bullismo, ho lanciato un'amichevole conversazione, forte del buon rapporto che hanno con me.
Abbiamo parlato di droghe leggere e spaccio.
E tutti ne sapevano qualcosa ed erano attentissimi e interessatissimi.
So che alcuni di loro fumano e loro non hanno fatto nulla per nascondermelo, anzi mi hanno chiesto se io alla loro età non mi fossi mai fatto. E non potevano credere al fatto che la droga mi fa schifo.
Cosa ti dà lo sballo? Fumare da soli a casa è la cosa più triste che ci sia. E' bello fumare con gli amici perchè si sballa e si fa il matto e per tutta la giornata stai con la testa da un'altra parte e non ti sembra di stare nella tua vita. Fumare da soli no. Quello è da tossici. Non gli piace. Il fumo bello è quello che dà la compagnia degli altri, magari anche l'ammirazione o il divertimento di vedere uno che sballa e fa il matto.
E ci sono fonti di spaccio in questa scuola? Dovunque ci sono. Basta guardarsi intorno. Ai giardinetti per esempio vedi sempre che c'è qualcuno che gira con le mani in saccoccia, beh quello è uno spacciatore.
Ma in questa scuola ci sono?
Professo' voi che te famo i nomi?
No, voglio sapere se a uno viene la voglia dove si rifornisce.
Beh, là c'è il giro. Se c'è uno che conosci e che sai che fuma tu gli chiedi senti dove la posso trovà , oppure gli chiedi di procurartela e lui te la trova.
Al paese, per esempio è più difficile.
Perchè?
Perchè il paese è piccolo, non c'è richiesta, lo spaccio è poco. Ma perchè di che paese parli?
Eeh la provincia di Frosinone...invece quà a Roma basta che te giri.
Ma quanto costa?
Dieci euro il grammo.
Come dieci euro. Avrei voluto dire e tu butti dieci euro in droga, ma sei stronzo? Ma non l'ho detto.
E come ve lo danno sto grammo?
Nelle bustine. Nelle bustine così...una ha preso il cellophan del pacchetto di sigarette e mi ha mostrato come si confeziona la bustina.
Dal pacco si tagliano le dosi.
E da un grammo ne vengono 4 oppure 5 canne, però le devi saper fare.
E poi?
Poi ridi, ti svaghi. Per dieci minuti non pensi più ai problemi che hai. Per quei dieci minuti non ci sono più.
Anche perchè ci sono due reazioni: una feroce, violenta. Che qualunque cosa ti trovi davanti vorresti romperla, farla a pezzi. E l'altra è che ridi e che fai cose strane, tipo che balli mentre stai in comitiva.
Pensa che una volta un mio amico mi ha raccontato che lui si era appena fatto una canna e aveva nelle orecchie l'MP3 con la musica tecno. Hai presente la tecno, professo', che serve proprio a sballare? Beh quello ha sognato che stava facendo un viaggio per tre giorni tutto luci e cielo e vento fresco e sole sulla faccia. L'hanno svegliato ed erano passati solo tipo 5 minuti.
Anche se per dimenticare l'alcol dura nei secoli.
Ed hanno solo 16 anni.
giovedì, 06 marzo 2008
Vista l'allegra giornata che si profilava ieri, ero giunto a scuola contento e speranzoso di portare a termine ciò che mi ero prefisso. Ma il primo caso umano (che per comodità e privacy chiamerò Marco) mi aspettava con il padre in vicepresidenza.
Come si fa, come non si fa. Il giovane era rientrato ieri a scuola dopo lunga assenza, in realtà lunga sega, che lo aveva allontanato da noi tutti per più di un mese. La Vicepreside, scuotendo le chiome bionde, aborriva le assenze non giustificate e volontarie di Marco e gli chiedeva cosa ci fosse che non gli andava bene nella nostra scuola.
Il padre giurava e spergiurava che lui, ai suoi tempi, era il primo della classe e se pure copiava non se ne faceva accorgere. La V.P. continuava a blaterare al ragazzo che non erano gli attributi che la natura gli aveva messo laggiù a fare di lui un vero uomo; anzi lui adesso non era proprio niente. L'uomo sarebbe venuto fuori da ciò che lui si sarebbe ficcato nella testa con lo studio.
Io facevo teppezzeria.
Finalmente chiamato a dire la mia, ho raccontato al padre che di Marco non avevo cosa dirgli, dal momento che lui è sempre assente e quando sta in classe non ha mai nè libri nè quaderni. Cosa faccia non so, ma certo non segue la lezione. E mi sono trattenuto, obbligato dalla legge della dissimulazione che la V.P. ci ha silenziosamente imposto e che ha lo scopo di mostrare sempre ai genitori quanto i loro figli crescano in un ambiente sano (nessuno che spacci o si faccia le canne) e a "conduzione familiare".
Forse stiamo per diventare una pensioncina e nessuno mi ha avvertito.
Mandiamo il fanciullo in classe e ognuno comincia la propria giornata di lavoro.
Giunge l'intervallo. Per tradizione terra di nessuno. Spazio e tempo il cui controllo non è stato mai con sufficiente chiarezza attribuito a qualcuno. Per non sbagliare io resto in classe a chiacchierare con i ragazzi che mangiano focaccine, panini sanguinanti olio e pomodori o ripieni al wurstel.
Dalla classe vicina ad un tratto viene un frastuono di urla e concitazione. Banchi sbattuti per terra, sedie che volano. Li conosco perchè l'anno scorso sono stati classe mia, sicchè entro e vengo letteralmente travolto da un alunno (che chiamerò Andrea) che bestemmia e si è tolto la maglia. E' restato in canottiera bianca e attraversa, furioso come una belva a cui abbiano sottratto la prole, a passi larghi e lunghi la classe, marca il territorio. Un unico fascio di nervi vibranti in un corpo mingherlino, nel quale qualcuno ha montano bicipiti e deltoidi. Si rivolge alla finestra fra le incitazioni dei compagni e minaccia qualcuno dall'altra parte del cortile dove ci sono i piani dell'istuto commerciale. Al secondo piano del commerciale,seduto su un banco attaccato alla finestra e con l'intero busto sporto in fuori nello sforzo di urlare c'è Marco.
Mi precipito fuori e corro per le scale, intanto Marco avendomi visto dalla finestra è scappato. Lo incontro che sta per montare al pimo piano. Lo afferro per il bavero e lo porto dalla V.P. Anche Andrea è sceso, è ancora nudo e furente come un galletto da combattimento.
Marco racconta l'accaduto. Lui non sapeva che la ragazza con la quale si era appena messo stesse con Andrea, perchè adesso lui voleva dargliele di santa ragione?
La V.P., scossi di nuovo i riccioli, decreta che i due debbano vedere il Preside appena questi sarà arrivato.
Quando sono uscito il Preside era arrivato ed anche Marco c'era e anche Andrea. Ma ognuno pacificamente non si era mai mosso dalla propria aula.
venerdì, 29 febbraio 2008
Non era vero un cazzo! I miei recuperandi erano 2. Su 8. Eggià . Perchè uno che è già maggiorenne, si è dato alle 10.30; il secondo ha onorato la classe del privilegio della propria presenza fino alle 11.00; il terzo era assente (ma tanto questo non si avvale dell'insegnamento dell'italiano, ha due fisso da tre anni); il quarto, il quinto ed il sesto avevano di meglio da fare. Dal momento che la mia splendente collega di educazione fisica aveva organizzato un torneo di pallavolo e lo aveva esteso a tutte le classi, potevano i miei non iscriversi?
Per carità !
E poteva detto torneo cadere non contemporaneamente ai corsi di recupero?
E poteva la splendente collega portarsi, alla fine delle proprie ore di servizio, fuori dalla scuola, che so, lontano, verso casa, da un'altra parte, tipo fuori dai coglioni? Nooo. La giovine che, per l'appunto, è giovine e divorata dal sacro fuoco di Olimpia, è insistente e tignosa come un porro al culo.
Tappezza la scuola di affissioni, volantini, proclami, grida, avvisi giali, rossi, cocozza, pervinca che non puoi ignorare; guai a perdertene uno, a trascurarne un altro, rischi di non trovarti più la scuola sotto il culo. Lei ha già impacchettato tutti, caricati sull'autobus e portati alla competizione sportiva più vicina, avendoci iscritto pure il preside.
Coopta alunni e colleghi che farebbero di tutto pur di saltare un'ora di lezione per le più bizzarre occasioni o per le più imbarazzanti spedizioni di orientamento presso altre scuole.
Entri in classe e trovi solo i banchi? Niente paura: la splendente ha trascinato la ciurma al campetto in una disfida a calcetto con la I A.
Hai compito in classe ed a metà della prova gli alunni si alzano ed escono? E' lei che li traghetta a Wimbledon per i tornei di tennis.
Ma l'ultima è davvero la stronzata dell'anno: il torneo di palla-tennis, ovvero come liberarsi di 12 alunni idioti che si rincorrono come indemoniati a calci, manrovesci, pugni e sputi lanciandosi una pallina tennis con il palmo della mano, la testa o i piedi. Di solito qualcuno finisce al pronto soccorso, altri marcano visita per i restanti tre giorni. Ma "c'era una bell'aria in campo, si respirava una sana competizione sportiva" trionfa la giovine.
Vi prego chi vuole comprarla? Vendo Ermelinda Romana Tassone e cedo volentieri anche tutte le sue brillanti iniziative.
venerdì, 29 febbraio 2008
Colpito dalla bronchite (devo averla lasciata fuori dall'elenco delle disgrazie stilato diligentemente ieri) sibilo e fischio come un treno in corsa. A lezione oggi un ragazzino mi ha detto: "Ah Professo' riprenda fiato". Ora il corso di recupero.
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