lunedì, 10 agosto 2009
Due giorni fa il pader affannava.
Era esaurito e stanco ed annaspava. Pallido e disfatto sembrava l'immagine della sofferenza.
Così l'ho portato dal cardiologo.
Risultato: ha uno scompenso come l'ho avuto io.
Conseguenza: nuova terapia e niente vacanze.
Per il quarto anno di seguito.
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categoria:filtro di carta
martedì, 28 luglio 2009
Stante la scarsa previsione di vita delle settimane scorse ho pensato a cosa sia la morte. Come si manifesta e quando e in che modo il corpo spenga anche la coscienza e se ci sia l'anima o se il nostro essere sia limitato solo al magro succolento esistere su questa Terra.
Che cosa è il corpo polposo e gravido di vita, perchè esso satollo d'energia, atto a suggere ogni piacere grasso e voluminoso, capace di gonfiarsi di fronte allo sforzo e di penetrare con la testardaggine di un ariete il molle e accogliente desiderio per suggellarvi l'estasi, ad un tratto, si spenga.
E' un attimo. Come il tempo della nascita non è che un istante, un attimo di fronte al quale il lungo viaggio fino alla luce non conta, quello della fine è un momento allo stesso modo. Prima il cuore batte, poi cessa le contrazioni.
E che succede al corpo?
Come si manifesta la morte? Come si passa dalla vita alla morte? Sono atroci dolori tra i quali il corpo si spegne? Soffocamento? Arresto?
E poi l'anima, se c'è, cosa le succede?
Il corpo chiuso nella bara se la porta dietro? Essa è legata alla bara perchè per sua natura non può abbandonare il corpo? Soprattutto essa è senziente? E avverte come nella vita o no? E sente il soffocameto dell'eterna prigionia del seppellimento o può liberarsi dai vincoli della natura umana e fuggire via?
Non so.
Ho accarezzato l'idea della cremazione.
Non vorrei morire mai.
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categoria:follia, sono fuori, dolori e affini, filtro di carta
lunedì, 30 marzo 2009
Non più di due minuti fa il pader si è reso conto che la dentiera gli si era spezzata a metà, avendo egli dato un morso ad una mela.



Ieri sera stramazzato a quattro di mazzo sulla sua sedia da giardino portata da Napoli e di cui astutamente si serve per marcare la sua volontaria estraneità all , si lamentava fortemente perchè avvertiva nettissimo il movimento dell'ernia che come un contrappeso calato in un pozzo, gli scendeva e gli risaliva nell'inguine. Dopo mille tira e molla ho chiamato l'urologo che (horribile visu) non si ricordava di lui e al quale lui stesso ha raccontato la sua trista situazione. Il clinico, dotato di un notevole spirito pratico, ha suggerito che non poteva esserci stato un peggioramento della situazione, dal momento che lui stava parlando e che la voce non era quella quella affannosa e dolorante di chi è afflitto dalle pene di un'ernia strozzata.

Dopo aver deciso che il clinico che per altro mostrava di non ricordarsi di lui non gli andava più bene, ha detto che qual tizio poteva andare bene per noi che siamo giovani, ma per lui...

Liquidato il clinico il pader ha brevemente rivolto l'attenzione ai festeggiamenti per le nozze Fini-Berlusconi ed è così crollato in un sonno profondissimo e rumoroso.

Ora giace con un mio libro tra e mani sulla sua poltrona.
Prima di ritirarsi ha dichiarato che non c'è niente da ridere e che la sua situazione è drammatica anzichè no.
E noi che non ci avevamo neanche pensato.
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categoria:follia, dolori e affini, filtro di carta
lunedì, 16 marzo 2009
Mio dio che schifo

ma come può essere che la vita mi metta ancora di fronte a tutto questo schifo

come se non avessi avuto già viscere aperte riempite di cavolfiore fumante e liquame di minestre attraversato da isole di cancrene di grattugiato



che schifo la natura

quanto tollera e fino a quando la coperta ci copre i piedi.



Schifoschfoschifoschifoschifoschifoschifoschifoschifo
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categoria:follia, filtro di carta
venerdì, 20 febbraio 2009
E' da giorni che privo di ogni controllo mangio senza freni.

a scuola mi ingozzo di merendine fresche fresche delle macchinette e quando arrivano i pizzettari compro almeno due pezzi. all'uscita c'è l'egizio delle alzavole che mi aspetta, l'odore pesante del kebab che gira sul grill, tre supplì di riso addensato con un pezzo di formaggio bianco ed insapore freddo in mezzo. Mi servo dei supplì e di un hot-dog gigante e mi siedo a fissare il grll che gira e la carne che sfrigola con il grasso che cola friggendo sulla griglia infondo.

Fuori il vento è impetuoso. Soffia freddo sulle chiome degli alberi nitidi, il sole è azzurro e limpido. Prima di uscire mi viene sete, una sete cui sono abituato, una punizione che mi infliggo per il mio ennesimo sgarro ad una dieta che ormai non c'è più. non spenderei mai altri soldi per una bottiglia d'acqua: a casa ne avrò a volontà.

non devo andare dal dott. S., tanto non fa che dirmi che sappiamo tutto, ormai sappiamo tutto. ma io sono fermo, sono maledettamente fermo, il culo maledettamente pesante.
ed io non so che fare. lui mi chiede cosa voglia fare.

ed io sono come il ghiaccio.

Daniele è un ragazzo come tanti. nè allegro nè triste, nè stronzo nè buono.
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domenica, 08 febbraio 2009
E'da giorni che mi addormento all'improvviso, basta che sia seduto, e che faccio sogni orribili. Il Dott. S. si è chiesto senza troppa convinzione: "narcolessia?". Ma non sembrava molto interessato al caso. I miei sogni proseguono. Case enormi, prati verdi, molta gente festante,stanze nelle stanze, la morte di mia madre. Spesso nel panico cerco il Dott. S., cerco un telefono o il mio cellulare, ma la fuga di camere tra me e il telefono si moltiplica all'improvviso come in una galleria degli specchi e mia madre che guarisce o che giace in un letto senza futuro.



Il Dott. S. dice che sono io a non sapere se sia in vita o no, a non accorgermi che sono vivo.



Ho tagliato le gambe a Lucia. Ho fatto sì che la vita le impedisse di continuare la sua attività di ricerca. E il figlio? Vogliamo dimenticare il figlio?



Ho sempre pensato che ci fosse tempo, c'è tempo, c'è tempo, per fare ogni cosa. Ho compiuto 40 anni da qualche giorno. Mi hanno consolato i miei ragazzi a scuola organizzando una festa per me in ogni mia classe e dedicandomi la loro giovinezza, la loro allegria. Ed io sono grasso più di prima e trascorro le notti difficili. Mi ritrovo seduto sul bordo del letto, rivolto alla prima luce che s'intravveda tra le bacchette della persiana. Sembro un gatto che annusi l'aria, cerco il sonno alla cieca e mi sento in carcere.


Stavolta completamente nudo e magro dovevo attraversare un giardino popolato dalla clientela di un albergo per raggiungere il portico dell'ingresso dietro le colonne del quale si nascondono due assassini che sparano addosso a mio padre e a me, che nella notte siamo chiari come latte in una tazza.

La sveglia delle 5.30 chiude le porte di sicurezza e il lungo servizio a scuola dà accesso alla mia illusoria libertà. Il ritorno a casa è l'accesso ad una cella più grande e fredda.
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categoria:follia, filtro di carta
giovedì, 22 gennaio 2009
Ho ritrovato per caso un cugino. E' stata una sorpresa inattesa. Meraviglie di Facebook.

Non lo vedevo da nni. Credo di non averlo visto neppure al mio matrimonio. dicerto c'era suo fratello, ma lui no. non mi ricordo dove fosse. Mi è parso di capire che sia una specie di giramondo, ho trovato sul suo blog foto dell'America Latina e del Tibet. non so che mestiere faccia e non glielo chiederò. non mi interessa. si sa che ora, come me, che ho quasi 10 anni più di lui, si chiede che posta abbia lui al mondo, dove sia diretto in questo momento il suo desiderio e che cosa debba fare da grande.

Ho ritrovato mio cugino. Sapevo di averlo perduto molti anni fa. Intrighi centrifughi di famiglie che litigano o semplicemente s'ignorano. perchè lui era come tutti gli altri -pensavo- e perchè mi faceva anche rabbia che lui avesse libero e stimato accesso a quei parenti che mi era costato tanto abbandonare o cominciare ad odiare. Nessuno è obbligato a sopportare le mie crisi e le mie paturnie, meglio sparire se non si può vivere in modo diverso.

Me lo ricordo quando aveva una decina d'anni, la peggiore estate della mia vita. Io prigioniero di una delle crisi più nere che ricordi, ero stato invitato "in villetta" da una parente. Le ero stato gratissimo, perchè con quell'invito mi aveva allontanato dalla mia casa, che allora mi appariva come una prigione, per regalarmi respiro, colori, mare azzurro.

Dopo i saluti di rito all'intera risma di parenti,che aspettava il mio omaggio, di villa in villa, rividi il cugino qualche giorno dopo al mare. biondissimo, gli occhi neri, gli incisivi leggermente deformati da un lungo uso del ciuccio, il sorriso beffardo. mi sentivo condannato ad assistere all'esposizione della ricchezza della famiglia come contrappasso per la gioia che sole, luce, profumi e colori mi davano. Mi aveva insultato e io per dargli una lezione l'avevo cacciato con la testa sott'acqua con la bocca sulla sabbia. La parente mi aveva raccomandato di non bagnarmi i piedi, altrimenti le avrei inzuppato i tappetini della Panda. Quando mollo la presa, lui, come se niente fosse stato, solleva la testa dal fondo "strunz"...
la parente mi riporta a casa con una smorfia di disgusto per l'asciugamano che mi aveva messo sotto il culo, passi per i piedi bagnati.
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categoria:nuova vita, filtro di carta
mercoledì, 14 gennaio 2009
Non c'è pace.
Il pader è un autentico scassacazzi.
Anche se in realtà avrebbe bisogno di un neurologo.
Ma nessuno riesce a convincerlo. cosa fa Lucia quando sta a scuola, perchè non torna mai in tempo, perchè non l'accompagno a fare la spesa, perchè io resto a scuola tanto a lungo,
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categoria:nuova vita, dolori e affini, filtro di carta, mi aiuti dott freud
venerdì, 02 gennaio 2009
Vediamo un po':



scosso dall'inquietudine a causa dell'aver raggiunto non so sì quale peso con i contributi sostanziosi pre e postnatalizi, rassicurato circa le mie possibilità di guarigione fisiologico-emotiva dal Dott. S., il quale nel frattempo mi ha quasi dato il benservito, visto che egli ritiene di non essere più in grado di aiutarmi, mio pader ha preso rapidamente, con abile colpo di mano, il controllo della situazione.






deve esserci un enorme vuoto di potere al centro della mia vita.





E così il pader, libero dal carico/peso/dolore-macigno della malattia di mia madre, ci controlla, ci spia, invade spazi e vite, giudica le nostre decisioni e le nostre abitudini con disprezzo e saccenza...





perchè Lucia riceve telefonate o sms di auguri? perchè parla al telefono in un'altra stanza, perchè non ci fa assisere alle sue telefonate? perchè Lucia fa quel particolare orario a scuola? e chi ha detto che debba tornare sempre per le tre? e perchè una volta a casa non si dedica alla contemplazione di entrambi noi, o alla pulizia della casa, ma ad altre attività legate comunque alla scuola? ma io ho fiducia in lei? e perchè?





Mia nonna diceva sempre, quando i litigi con mio nonno l'avevano esasperata: "me ne voglio ji' 'ncopp a nu pizzo 'e muntagna, accussì stongo io sola e nun vedo e nun sento cchiù a niusciuno".





In questi giorni accarezzo l'idea.








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categoria:follia, dolori e affini, filtro di carta
mercoledì, 26 novembre 2008
E mentre il dottor S. insiste, perchè Lucia ed io prendiamo delle consulenze matrimoniali per decidere se fare o meno un figlio, a me è tornato il mal di denti.

Oltre alla terapia d'ordinanza e alla dieta.

Da ieri sera le bustine di Oki che ho assunto per calmarlo non si contano.

Stanotte ho dormito seduto sul divano. Neanche il gatto è venuto a farmi compagnia...e che è scema, si è piazzata nel letto al posto mio.

Dopo una telefonata in preda alla disperazione, alle 19.15 il dentista (ex-collega) mi riceverà in coda agli appuntamenti della giornata.

In origine mi aveva dato appuntamento per lunedì (al posto del dott. S.), ma il dente urla, strepita e morde la gengiva e la bocca è tutt'un fuoco. Così merce sua mi riceverà.

Mio padre ha scoperto di avere una punta d'ernia.



E' proprio vero, siamo una famiglia noi che non si fa mancare proprio nulla.
postato da: amalfitano alle ore 15:53 | Permalink | commenti (1)
categoria:nuova vita, filtro di carta, mi aiuti dott freud

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