martedì, 19 maggio 2009
Pubblico una poesia di un mio alunno che si chiama Viorel.

Il mio studio è mio amico,
mio museo
mio paradiso e inferno;
è un deserto
nel mezzo del quale mi trovo
e non vedo che un mare tondo.

Il mio studio è una casa
Senza pareti né tetto,
negli angoli giacciono
relitti di epoche passate,
rilievi e tavolette egizie e greche,
cristalli fenici,
palinsesti dipinti e bizantini.

Amo gli oggetti antichi
Nel loro silenzio
Orme di mille uomini
Che, immersi nel buio,
erompono alla luce.
Eterno pensiero
Che cala nel profondo.
postato da: amalfitano alle ore 13:20 | Permalink | commenti
categoria:poeti, qualità, alunni, nuova vita

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