giovedì, 22 gennaio 2009
Ho ritrovato per caso un cugino. E' stata una sorpresa inattesa. Meraviglie di Facebook.

Non lo vedevo da nni. Credo di non averlo visto neppure al mio matrimonio. dicerto c'era suo fratello, ma lui no. non mi ricordo dove fosse. Mi è parso di capire che sia una specie di giramondo, ho trovato sul suo blog foto dell'America Latina e del Tibet. non so che mestiere faccia e non glielo chiederò. non mi interessa. si sa che ora, come me, che ho quasi 10 anni più di lui, si chiede che posta abbia lui al mondo, dove sia diretto in questo momento il suo desiderio e che cosa debba fare da grande.

Ho ritrovato mio cugino. Sapevo di averlo perduto molti anni fa. Intrighi centrifughi di famiglie che litigano o semplicemente s'ignorano. perchè lui era come tutti gli altri -pensavo- e perchè mi faceva anche rabbia che lui avesse libero e stimato accesso a quei parenti che mi era costato tanto abbandonare o cominciare ad odiare. Nessuno è obbligato a sopportare le mie crisi e le mie paturnie, meglio sparire se non si può vivere in modo diverso.

Me lo ricordo quando aveva una decina d'anni, la peggiore estate della mia vita. Io prigioniero di una delle crisi più nere che ricordi, ero stato invitato "in villetta" da una parente. Le ero stato gratissimo, perchè con quell'invito mi aveva allontanato dalla mia casa, che allora mi appariva come una prigione, per regalarmi respiro, colori, mare azzurro.

Dopo i saluti di rito all'intera risma di parenti,che aspettava il mio omaggio, di villa in villa, rividi il cugino qualche giorno dopo al mare. biondissimo, gli occhi neri, gli incisivi leggermente deformati da un lungo uso del ciuccio, il sorriso beffardo. mi sentivo condannato ad assistere all'esposizione della ricchezza della famiglia come contrappasso per la gioia che sole, luce, profumi e colori mi davano. Mi aveva insultato e io per dargli una lezione l'avevo cacciato con la testa sott'acqua con la bocca sulla sabbia. La parente mi aveva raccomandato di non bagnarmi i piedi, altrimenti le avrei inzuppato i tappetini della Panda. Quando mollo la presa, lui, come se niente fosse stato, solleva la testa dal fondo "strunz"...
la parente mi riporta a casa con una smorfia di disgusto per l'asciugamano che mi aveva messo sotto il culo, passi per i piedi bagnati.
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categoria:nuova vita, filtro di carta
mercoledì, 14 gennaio 2009
Non c'è pace.
Il pader è un autentico scassacazzi.
Anche se in realtà avrebbe bisogno di un neurologo.
Ma nessuno riesce a convincerlo. cosa fa Lucia quando sta a scuola, perchè non torna mai in tempo, perchè non l'accompagno a fare la spesa, perchè io resto a scuola tanto a lungo,
postato da: amalfitano alle ore 17:54 | Permalink | commenti
categoria:nuova vita, dolori e affini, filtro di carta, mi aiuti dott freud
venerdì, 02 gennaio 2009
Vediamo un po':



scosso dall'inquietudine a causa dell'aver raggiunto non so sì quale peso con i contributi sostanziosi pre e postnatalizi, rassicurato circa le mie possibilità di guarigione fisiologico-emotiva dal Dott. S., il quale nel frattempo mi ha quasi dato il benservito, visto che egli ritiene di non essere più in grado di aiutarmi, mio pader ha preso rapidamente, con abile colpo di mano, il controllo della situazione.






deve esserci un enorme vuoto di potere al centro della mia vita.





E così il pader, libero dal carico/peso/dolore-macigno della malattia di mia madre, ci controlla, ci spia, invade spazi e vite, giudica le nostre decisioni e le nostre abitudini con disprezzo e saccenza...





perchè Lucia riceve telefonate o sms di auguri? perchè parla al telefono in un'altra stanza, perchè non ci fa assisere alle sue telefonate? perchè Lucia fa quel particolare orario a scuola? e chi ha detto che debba tornare sempre per le tre? e perchè una volta a casa non si dedica alla contemplazione di entrambi noi, o alla pulizia della casa, ma ad altre attività legate comunque alla scuola? ma io ho fiducia in lei? e perchè?





Mia nonna diceva sempre, quando i litigi con mio nonno l'avevano esasperata: "me ne voglio ji' 'ncopp a nu pizzo 'e muntagna, accussì stongo io sola e nun vedo e nun sento cchiù a niusciuno".





In questi giorni accarezzo l'idea.








postato da: amalfitano alle ore 18:06 | Permalink | commenti (4)
categoria:follia, dolori e affini, filtro di carta

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