giovedì, 29 maggio 2008
avevo dimenticato il mio onomastico. solo mio padre se ne è ricordato. mi ha chiamato per farmi gli auguri e mi ha raccontato che mia madre sta sempre peggio. adesso perde facilmente l'equilibrio e, dal momento che è diventata un dirigibile, bisogna sostenerla bene quando le si cambia il pannolone. ricordo gli occhi di quella vecchia quest'inverno in ospedale, che m'implorava dalla sua lettiga perchè chiamassi un'infermiera che la accompagnasse al bagno. Il corpo lungo, il volto trascorso da rughe, la flebo a gocciolare nel braccio. e fuori i giorni più rigidi dell'inverno romano, un gelo che ti spezzava il petto. e noi al riparo dietro la porta ignifuga d'acciaio, senza più notti nè giorni. solo la ronzante luminescenza sempre uguale dei neon. e il suo lamento flebile che solleticava il mio orecchio che si fingeva distratto e la sua richiesta insistente.
mio padre bestemmia e non gli piace farlo. e chiede a dio dove sia e perchè abbia permesso che una donna si riducesse così, perchè abbia ridotto così sua moglie invece di prendersela.
la malattia è la vera igiene del mondo.

c'era stato da pochi giorni i grande terremoto in Umbria, quello che buttò giù una parte della basilica di Assisi, lucia ra tornata da uno dei suoi convegni dottorali ed eravamo tutti e due accanto ai telefoni dell'Orientale. un tuono attraversò l'aria e la terra e sembrò fuoriscire dalle viscere di quell'antico palazzo del cinquecento tutto laghi di cielo nei vetri e pietra docle di piperno. Sbiancammo. qualcuno uscì di corsa dalla biblioteca urlando "il terremoto, il terremoto è venuto un'altra volta pure da noi". la bibliotecaria spettinata si precipitò fuori reggendo il pesante portone che dava sulle scale bianche e rosse.
due ragazze erano sulla balconata che correva intorno alla corte centrale e qualcosa sembrava trattenerle dall'affacciarvisi. Noi ci affacciammo. un'ombra oscurò il sole e il tepore dell'aria. il corpo giaceva supino al suolo. le labbra mora e ciliegia, dal secndo piano paeva mi chiamasse. gli occhi erano qualcosa di cilestrino con un ultimo barlume di vita dentro. le mani nere, rapprese al suolo, come aggrappate al basolato dell'atrio, come fa l'acqua quando si aduna in acquitrini e pozzanghere dopo le lunghe piogge per non scivolare via e prende possesso di antichi piccoli crateri, e fosse e avvallamenti. qualcuno stava intorno a quel corpo, una ragazza gli carezzava il volto, pronta a rianimarlo con la tenerezza di una madre che accolga il risveglio del figlio al mattino. a me sono rimasti impressi quegli occhi che mi fissavano imploranti o forse vittoriosi, non l'ho mai capito.

quel ragazzo c'era riuscito. aveva aperto i pesanti battenti dei balconi della biblioteca del terzo piano che non era sorvegliata. aveva spinto un tavolo lungo contro la ringhiera di ferro. ci era montato sopra. aveva accarezzato con due dita gli affreschi del soffitto e poi c'era stato solo un attimo di vertigine e confusione.

C'è riuscito. c'è riuscito. ecco cosa gridava la bibliotecaria mentre si precipitava per le scale.
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sabato, 24 maggio 2008
Lunedì prova scritta d'italiano per privatisti che intendano sostenere l'esame di stato. Incerto sul dafarsi ho consultato dei temari. Ce ne sono per tutte le tasche e tutte le dimensioni di mano, di taschino dei jeans o di non dico che altro. Con gli esami alle porte, nelle librerie, temari, raccolte di saggi e articoli zeppi di errori, letture rifritte di Dante, interpretazioni da strapazzo di Manzoni, te le tirano dietro. Nella libreria sotto casa questo genere di articoli ha gia il 15% di sconto.

E questo è il periodo in cui Ago, un mio alunno del quinto, visita e svuota librerie scolastiche e ne raccoglie di ogni genere, perchè a sentire lui, non c'è traccia per quanto astrusa ed improbabili che non possa essere prevista, non c'è argomento d'italiano che non sia anche solo sfiorato da un buon temario. Grazie alla lunga esperienza e alla costante applicazione alla ricerca, aAgo è diventato un vero esperto, un teorico del temario perfetto, un raffinato intenditore cdelle librerie più fornite e degli editori più affidabili. Ago, se dopo il diploma non dovesse fare il geometra, sogna sempre di scrivere il temario perfetto, l'alfa e l'omega dell'ausilio per lo studente incerto o non dotato, l'Aleph di tutti i temari, quello che contenga tutto dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno.
Ago senza il loro ausilio, non sa proprio che pesci prendere. Non ha idee, scrive come un libro svaporato, di solito ai compiti d'italiano non si presenta e il sabato non viene a scuola, perchè la settimana l'ha troppo stressato. Così il venerdì, con sul viso rubizzo di lampada solare un sorriso di scherno, mi dice "Buona domenica professo'" e sparisce.

Ha 23 anni. E il fardello di due bocciature già sul groppone.




L'anno scorso è arrivata la terza. Proprio a causa dell'uso irresponsabile del temario. Inopinatamente il coglioncione ha letto che nella traccia c'era scritto "villaggio globale" e dopo aver fatto due più due ha aperto il suo fedele compagno ed ha copiato di sana pianta un tema sulla "globalizzazione dell'economia".


A completare l'opera, il coglioncello ha scritto "globanizzazione" in luogo di "globalizzazione". La collega d'italiano scatenatasi per l'ira l'ha bocciato.





Argomenti papabili per lunedì: i cambiamenti nella famiglia moderna, immigrazione come disagio e pericolo, la violenza sulle donne.





Il resto della classe di Ago poco si preoccupa dell'esame. Schiamazzano allegramente. Esplorano ali abbandonate della scuola regno di zecche e polvere. Smantellano la macchinetta delle merendine in combutta con i teppisti della prima geometri e si appropriano di tutte le poltrone di pelle a rotelle dei laboratori di lingua in disarmo del terzo piano. Nei momenti liberi si sfidano in gare di velocità lungo il rettilineo del corridoio accanto alla loro classe, o girano spassose gags al grido di "Italia 1".


E' la demenza dei 18 anni.


Non abbiamo il preside in succursale.


Abbiamo una prima geometri di 34 ragazzini piena di bulli e delinquenti che assorbe gli sforzi e le attenzioni di tutti per occuparsi di quattro deficienti del quinto.
Quando un insegnante in prima è assente, la Vicaria consulta l'orario delle lezioni e individua il malcapitato docente a disposizione in quel momento. Poi manda le tre bidelle della scuola e la custode a sorvegliare la classe, affinchè nessuno spacchi la faccia ad un altro o si butti dalla finestra o butti un compagno dalla finestra. E dopo essere stato individuato, arriva il capro espiatorio che viene di solito accolto da bordate di fischi, insulti, urla beluine, parolacce e imitazioni di squisita qualità delle più diffuse specie di animali da cortile.

Di fronte a così tanto grande matta bestialità, perchè occuparsi di quei cretini di quinta?
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venerdì, 23 maggio 2008
Oggi la durezza dell'esistenza (anche se ad altri potrebbe sembrare ridicolo) mi ha indotto a reagire come non dovrei.
Ho mangiato 3 supplì, un trancio di pizza e un lungo saporosissimo hot-dog dall'egizio di via delle Alzavole.
Ieri sera ho mangiato la pasta.
L'altra sera la pizza 2 crocchette di patate e 3 supplì.
Questo esame di Stato mi distruggerà.
L'arrivo dei miei mi distruggerà.
Ho trombato il dietologo e al Dott. S. ieri non sapevo come dire che mia madre sta peggio e la geriatra ha detto di non metterla a dieta e che così sta benissimo.
Ho disegnato con i pastelli fini che nessuno mi ha mai regalato e il silenzio man mano si scioglieva.
Ma non è servito.
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martedì, 20 maggio 2008
Ho fame.

E ciò già basterebbe a farmi uscire da scuola, a correre come un pazzo per strada fino alla vicina rosticceria dell'egizio e a strafogarmi di supplì, hot-dog, pizzette.

Ma ho solo euri 2 e rotti

E non voglio contare i rotti.

Scelgo di aspettare lo yogurtone a casa. Il coppettone di yogurtone biancone con i crackers.

A casa c'è Caterina che quando lavora è infelice e depressa e rende isterici tutti quelli che ha intorno e quando non lavora è depressa ed infelice e rende assassini tutti quelli che le infilerebbero volentieri mazzetti di cerini accesi sotto le unghie dei piedi.

A casa c'è Lucia che è sempre impegnatacon il suo lavoro di scolarca del suo Liceo Scientifico e parla continuamente al telefono con i suoi colleghi per organizzare questo evento quì e quel concerto là e quel reading laggiù e quell'altra conferenza con il superstite dei campi di steminio da quell'altra parte. E' sempre tutta in ambasce e corre ansimando dal telefono al cellulare al telefono alla veloce lettura delle numerose mail che le inviano, perchè è tardi, non c'è tempo, ho da fare, non c'è mai abbastanza tempo.
A stento sembra che si accorga di me.

Che colpa ne ha se si è scelta un marito pirla e cazzaro?

Il Dott. S. dice che ne ha colpa. Perchè mi ha scelto e ha scelto di restare con me e tuttavia non sceglie di andare in camera, non sceglie di aprire i due armadi, non sceglie di riempire i suoi bagagli di vestiti e non sceglie di prendere la porta ed un altro alloggio.
Quindi la colpa è sua.
I colleghi invece scelgono di telefonarle sempre, anche per scegliere un vestito e anche al mattino prima di uscire di casa.
E io ho fame
Ma ho sempre i 2 euri.
La visione del barattolo da gr.500 di cremoso yogurtone bianco incandescente, con un mezzo cracker infilato nella pastoia tanto densa da reggerlo in piedi, infondo mi alletta. Non mi allieta ma mi alletta.
Deve essere proprio vero che siamo quello che scegliamo.
Potrei scegliere di precipitarmi fuori del portone della scuola, entrare sognante nella rosticceria vicina ed implorare l'egizio in ginocchio di farmi credito della somma che sopravanza i miei euri due. Potrei fare appello al buon cuore e all'ospitalità del popolo arabo, potrei fargli notare, in caso di resistenza, che il mio ingresso nel suo ristorante gli porterà senz'altro tanti clienti per il resto della giornata, sono un tipo che porta fortuna io.
Ma scelgo l'immagine dello yogurtone.
E Caterina, che per la delusione di non potersi più flagellare dicendosi fallita e disoccupata è depressa e si è fatta venire pure l'allergia.
Lo yogurtone.
Scelgo di scegliere.
E ho scelto lui.
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giovedì, 15 maggio 2008
Ma come funziona il Karma? Scontiamo in questa vita le nostre colpe delle vite precedenti? Oppure siamo predestinati ad un avvenire già deciso, stabilito, nel quale tutto appaia casuale o rigorosamente causato dalle nostre azioni?


Come cazzo funziona?


Il Dott. S. una volta mi ha detto che, dal momento che abbiamo il Karma (?), la mia prossima vita sarebbe ripartita da dove mi sono voluto fermare in questa. E cioè dalla scrittura.


Cazzata!


Lungi dal saper scrivere come uno scrittore, ho posto la domanda perchè sembra che alle mie sventure non ci sia fine.


In data odierna mio padre mi ha chiamato che la geriatra ha prescritto a mia madre le analisi del sangue e un elettrocardiogramma con visita cardiologica perchè l'ha sentita respirare affannosamente.





[a questo punto anche la scrittura si ferma a lungo. in televisione danno "Uccellacci e uccellini" di Pasolini, c'è la sequenza dei funerali di Togliatti. La vita finisce come si estingue poco alla volta il dolore della guerra e si rimarginano le ferite lasciate delle bombe sulle città e accanto ai vecchi quartieri, nei campi dove cresceva la cicoria e si coltivavano i broccoletti, ora c'era il fosso della marranella e l'Alessandrino che solleva dalla terra il dorso poderoso dell'acquedotto severo



Ma come si stenderà mia madre il cui corpo è schiacciato dalla luna crescente della pancia e dalle gambe tormento di varici e framuntaglia di cartapecora floscia e morta. Come le troveranno la vena nel braccio sprofondato sotto l'ulna in un muscolo esangue di dissenteria.



Dov'è ora la sua mente?



A quale amico potrei rivolgere questa domanda?

Solo la moglie che mi maltratta e il cibo, unica fedele cieca speranza senza desiderio, senza fame.



Dov'è la mia felicità?



I miei alunni di seconda mi hanno derubato della giacca con le chiavi di casa in tasca.

Ora, dopo aver cambiato la serratura, siamo più poveri di euri 120.

E io mangio

e non mi sento niente
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categoria:follia, alunni, nuova vita, dolori e affini, mi aiuti dott freud
martedì, 13 maggio 2008
chaplin

In data odierna, visto che mancano meno di 15 giorni alla fine dell'anno e all'esame di Stato e dal momento che nessuno si sta facendo in quattro per finire i programmi e per ficcare in quelle zucche vuote qualcosa di sensato e visto che l'attività didattica langue e a nessuno premono le incombenze di fine d'anno e la preparazione degli esami, alla collega di Estimo ha punto vaghezza di chiedermi quali alunni della quarta potessi mandarle in sala video per visionare copia rarissima de "Il grande didattore" di Chaplin. E dal momento che io non mi sto spolmonando a casa e in classe per fissare qualcosa negli orci cavi dei cervelli dei ragazzi della quinta, stamane sono stato informato dai medesimi che 7 alunni su dodici sarebbero usciti alle nove (dopo essere entrati alle otto in punto) per l'immancabile torneo di pallavolo.

Ho bestemmiato tutte le Madonne del Messale Romano.

Ci sono andate di mezzo anche la collega di Estimo e quella di Educazione Fisica, la quale mai paga di rompere i coglioni, scassacazzi di talento, domani accompagnerà l'intera quinta al Torneo di Tennis al Foro Italico. Hanno appuntamento sotto l'obelisco dell'Eur (sic!) e di là tutti in gruppo si muoveranno alla volta del campionato.

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domenica, 04 maggio 2008
Lucia ha la varicella.

Da due giorni è tutta ponfi rossi e grossi sulla pelle bianchissima e urla e si lamenta sul letto e piange.

Ed io non so cosa fare. Ieri ho chiamato la guardia medica, materializzatasi dopo mezz'ora nei panni di uno svogliato signore con borsa degli strumenti marrone, che emesso il verdetto ha prescritto qualcosa ed è andato via.

In 15 minuti eravamo più poveri di 100 euri.


...

Ora mi sento come un condannato a morte in attesa dell'esecuzione. Io la varicella non l'ho avuta

Dead man walking, dead man walking.
Quando toccherà a me? Quando si intorpidiranno le spalle e le gambe e quando mi salirà la febbre? E quando mi assaliranno i dolori delle vescicole?


...

Io non posso ammalarmi. Lunedì ho tre riunioni a scuola. Fino a venerdì ho i consigli di classe. Devo fare lezione. E la quinta? Come faranno quelli che già non studiano? E i corsi di recupero? Chi me li finisce? E chi fa le verifiche?


...

Da quando abbiamo deciso l'acquisto della casa è successo di tutto. Prima l'INPS ci ha negato il mutuo. Io sono ingrassato di 7 chili. Poi mio padre è caduto e si è fratturato il bacino, la madre di Lucia è finita in clinica disidradata e stordita dai tranquillanti di cui la ingozzava la badante, è peggiorata ed è morta. Io sono ingrassato di tredici chili. Mia madre ora mi chiama Luciano, come il fratello, e stenta a riconoscermi. A dicembre abbiamo lasciato la vecchia casa con l'aspettativa di entrare nella nuova dopo tre settimane.

Siamo stati ospiti dalla merdina con la quale ho litigato, perchè ci stava cacciando di casa una domenica mattina fredda e da allora siamo stati per due mesi in albergo, divenendo mooolto più poveri. L'albergo non aveva ristorante e così abbiamo mangiato dove capitava e soprattutto cosa capitava. Sono ingrassato di altri 10 chili.

Intanto sono stato ricoverato in ospedale per crisi di panico sotto forma di dolore toracico medio.

Sette giorni dopo la dimissione ho avuto una bronchite con azzeramento della voce a causa della promiscuità ospedaliera.

Ho avuto la flebite che è in 10 giorni si è riassorbita (e mi è andata bene, anzi di lusso) ma comunque le varici dovranno essere trattate chirurgicamente; prima una e poi l'altra gamba.

Si è rotta la caldaia della stirella che ha pisciato acqua sul pavimento nuovo della cucina per 10 minuti, però abbiamo evitato il corto circuito grazie al salvavita e all'impianto elettrico a norma.

C'è una perdita non identificata nel bagno di servizio che ha prodotto una tondeggiante macchia gialla sulla parete della camera da letto.

Il Dott. S. si è lamentato per le mie troppe assenze ed ha arguito che, in questo momento, io mi rifiuto di affrontare il fatto che i miei genitori si trasferiranno quì in casa nostra in estate.

...

C'era una storia che raccontava mia madre anni fa. Comprare casa porta male al punto che uno di famiglia può anche lasciarci la pelle.
Adesso si tratta solo di vedere a chi tocca.

E il Dott. S. ha avuto il coragio di dire che ciò che ci accade ce lo causiamo da soli (che culo) e che alla notte segue sempre il giorno.

E grazie al cazzo.

Ho perso 7 chili in tre settimane.
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categoria:follia, nuova vita, filtro di carta
venerdì, 02 maggio 2008
studiare
Sono venuti in quattro. Ho spiegato Pirandello e fatto tutti i collegamenti possibili, poi ho parlato di Freud e della vita psichica elementare. Ho tanta paura per loro. Se qualcuno non ce la facesse non me lo perdonerei. E il Dott. S. sta pure per scaricarmi.
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categoria:alunni, nuova vita
venerdì, 02 maggio 2008
Consegnato in casa ad aspettare i miei alunni maturandi per ripetere.
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categoria:alunni, nuova vita

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