domenica, 30 dicembre 2007
E così il dado è tratto, gli indugi sono stati rotti, si è smesso di menare il can per aia, il Rubicone è stato attraversato: il trasloco è passato.




E' stata l'esperienza che più di ogni altra mi porto nella pancia: ora sono solo, esule, lontano dalla mia casa, quella che aveva trovato Lucia a colpo di culo, quella che abbiamo arredato con ogni cura, prendendo le misure dei mobili fino al millimetro, quella che poi tornavi sempre a casa. Sono calati i barbari, lanzichenecchi dalle mille parlate feroci: Bulgari, Rumeni, un tizio di nome Roberto e quant'altri e hanno preso le mie 120 scatole di varia forma e misura, si sono fatti beffe dei mobili che hanno sventrato come un macellaio fa la cotica al suo maiale a pasqua, li hanno avvolti in cellophane puzzolente e scotch ululante e hanno portato via tutto. Via, chiuse quelle frattaglie in un freddo camion da traslochi, con il viso senza anima, senza cordoglio per la vita degli altri che se n'è andata che hanno i portantini delle imprese di pompe funebri quando è giunta l'ora di chiudere la bara e di portare via il morto. Quei Caini facevano a pezzi il mio corpo, mi hanno spiccato la testa dal collo, hanno disarticolato le giunture e poi tagliato le braccia e le gambe e nello stomaco, come se trapassasero un morbido panetto di burro, hanno infilato spade sempre più aguzze. Fattisi beffe anche di Elsa, il gatto, che per prudenza avevamo rinchiuso nel suo trasportino con tutti i conforts e che paziente e saggia come sempre assisteva alla devastazione della sua casa con qualche accenno di miagolio o qualche soffio appena accennato come a dire 'Ci siete ancora? Io aspetto quì, ma poi che cosa mi farete?', hanno fatto a pezzi il letto riducendolo a briciole di cui mai avrei pensato fosse composto e lo hanno portato giù senza riguardi, senza un saluto, senza un cenno. Hanno impilatio i comodini e incellofanati li hanno assicurati al camion con la corda, manco fossero salami.


Un biondo figlio del Don, l'espressione di scherno sul viso, la fronte bassa, un gigno sfottente tra i denti logori storceva il naso ad ogni attacco che la polvere muoveva per difendere le librerie o l'armadio bianco dallo sventramento e dalla prigione della plastica. Mi sono chiuso in bagno dove c'era Lucia che trafficava con certe sue robe estetiche da donna e ho pianto, la testa contro le piastrelle bianche a ghirigori rossi e blu e ho pianto. Mi portano via la casa, l'hanno fatta a pezzi e noi li pagavamo per farci questo. Ci stavano smontando, sezionando, impacchettando e inscatolando in un grosso camion, piantondomi spade aguzze nella pancia con diabolica e studiata malvagità. Cosa sarà la mia vita senza il ritorno nella mia casa, senza la mia casa? Sentivo che i barbari da fuori ridevano più forte, avranno sentito i miei singhiozzi o avranno pensato che stavamo dedicando alla casa un'ultima scopata?


Mi sono caricato di roba. Il peso annullava il dolore, non sentivo più il corpo. Il computer, una valigia, il mio bastone turco, fascicoli di lavoro di Lucia e sono scappato. La calata del morto nella bara e la sua uscita dal palazzo non volevo vederla. Mi sono diretto alla nuova casa. Lascio la roba di sopra o in cantina? Salgo in casa. La porta si apre su un tugurio di calcinacci e polvere. In una stanza un ponte di ferro montato, nel bagno la punta del martello pneumatico ancora nello squarcio che dal pavimento raggiunge il bordo destro della vasca. Scendo in cantina. L'ambiente è buio ma asciutto e gli spiriti che mi hanno indotto al pianto sono lontani. Considero la qualità del luogo e lascio le mie cose là. Mi dico che se girello ancora un po' magari quelli finiscono, portano giù anche l'ultimo cadavere e se ne vanno. Chiudo la porta sbagliando più volte la chiave per tirare tardi, salgo pianissimo le scale, tanto da attirare l'attenzione di una coppia di inquilini che hanno una strana espressione sul volto a vedermi così turbato. Percorro Via Marte Ultore pianissimo, largo dei Consoli sembra una piscina di acqua pesante affrontata dopo pranzo, quando anche un'insignificante corrente è forte abbastanza per risucchiarti sotto, e arrivo al portone. In lontanza le mascelle del camion dei traslochi sono ancora spalancate, qualcuno all'interno della bocca sdentata, come una lingua su un palato liscio, sistema il frigorifero mummificato, gli scaffali intabarrati, e gli altri miei mobili tutti morti e li impicca alle pareti con delle funi assicurandoli ai ganci a scatto.

Penso che ho lasciato Lucia troppo tempo da sola e che non posso evitare di assistere all'uscita del morto dalla casa. Così risalgo. Hanno finito. resta un'ultima pila di libri, una vecchia enciclopedia inutile al centro di una stanza che lasceremo in segno di sfinimento al nuovo inquilino e le nostre valigie.

Le ferite alla pancia urlano di dolore quando le truppe, provate dalla strage, si ritirano e quando la porta si serra dietro di loro scoppiamo in lacrime tutti e due.

Ci hanno portato via la casa. Non siamo più noi. Vivremo per strada e chissà se saprò ricostruire una mia casa. Ma è bello stare abbracciati così, sentire le morbidezze di Lucia. Lei aveva già provato quello che provo io adesso ed aveva tentato di dirmi che sarebbe andata a finire così, col morto che esce e noi a disperarci. Ma io ho preferito non darle ascolto, mangiare, guardare la televisione e dormire. E ora piangevo. E piangevo. Elsa ormai libera mi guardava frignare con gli occhi spalancati, incerta se venire a strusciarsi contro le mie gambe o mettersi in posizione di attacco.


Il morto era uscito ed erano rimaste solo le nostre valigie e noi ci sentivamo mezzi rotti.
postato da: amalfitano alle ore 22:55 | Permalink | commenti
categoria:follia, trasloco, filtro di carta, mi aiuti dott freud
venerdì, 28 dicembre 2007
trasloco


Ecco ora si chiude un'altra parte della mia vita. DOMANI SI TRASLOCA.

e non si è diretti neanche verso la nuova casa che non è ancora pronta. Si va ospiti di mia nipote, giovane 23enne universitaria priva di ogni senso di colpa.

Oggi, durante il sonnellino del tardo pomeriggio, nuovo sogno:

Sono in un posto splendido. C'è una villa bellissima che ha davanti un laghetto a forma irregolare con spruzzi d'acqua e boschetto. Abita in questa villa un ragazzo cui impartisco lezioni d'inlese. Il padre studia robe scientifiche in inglese che gli servono per la sua professione da grossi libri con le copertine lucide ed ha un piccolo studio nell'open space al piano terra della villa. Fatto sta che del mio alunno non c'è mai traccia; tanto che spesso io lo aspetto da solo in giardino. un giorno la casa si riempie a sorpresa di gente. Tutti tirati a lucido, eleganti. E parlano tra loro ignorandomi. Io non ho nulla di elegante indosso. Compaiono i miei genitori che sono venuti a prendermi. Io sono molto offeso nei confronti del mio alunno e giuro di non tornare mai più da lui. In più il fatto che tutti i presenti siano vestiti con eleganza mi fa pensare che sia in programma una cena alla quale non sono invitato.

postato da: amalfitano alle ore 20:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:follia, trasloco, mi aiuti dott freud
venerdì, 28 dicembre 2007
Mi viene diagnosticata una malattia degenerativa incurabile che comporterà entro l'estate ricoveri e perdita progressiva dell'autonomia e poi la morte.
In realtà non ho nessun sintomo visibile, ma il male ce l'ho è dentro di me. E' nella natura di questo male manifestrasi senza fretta, prendersi tutto il tempo necessario per consumare il paziente e condurlo inesorabilmente alla fine.
A me restano 10 mesi.
I miei parenti ricchi stanno festeggiando un matrimonio, ma io non so di chi. Dico a mio padre che sarebbe stato meglio non sposarmi. Povera Lucia.Cosa farà?
Le chiedo solo di non vendere i miei libri.
E mi chiedo come morirò, cosa sentirò, come sarà il mio ultimo giorno fra circa 10 mesi.
postato da: amalfitano alle ore 13:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:follia, sono fuori, filtro di carta, mi aiuti dott freud
mercoledì, 26 dicembre 2007
Ringrazio [luca] mio vicino di blog e libreria per aver pubblicato il testo integrale del monologo di Luttazzi. Il testo era noto solo grazie a L'Unità.





Benvenuti a DECAMERON. Politica, sesso, religione e morte. Un programma televisivo così bello che ne vedi una puntata e dici: “Oh, non guarderò mai più la vita vera finché campo!†Uuuuh! Stasera sono proprio elettrico. Sarà che mi devono arrivare. Qua a Roma è arrivato l’inverno. Fa molto freddo. Fa tal freddo che le minorenni sulla Salaria offrono pompini gratis ai ciccioni. Un mio amico va a puttane sulla Salaria. Gli ho detto che in giro è pieno di ragazze oneste e rispettabili. Sì, mi fa lui, ma quelle non posso permettermele. Fa veramente molto freddo. Fa talmente freddo che oggi Mussi spalmava il vicks vaporub sulla Cosa Rossa.





Fa molto freddo, ma sono bellissime giornate. C’è un sole splendido. E quando c’è il sole, sono tutti allegri. Oggi ho visto un funerale entrare in un McDonald’s. Ballavano la conga.

Mi accodo al trenino ed entro anch’io. Era il McDonald’s di piazza di Spagna. Sì, a Roma in piazza di Spagna c’è un McDonald’s. Non bisogna stupirsi. I McDonalds sono ormai dappertutto. Mia sorella ha un McDonalds nella sua cucina. Io ne ho uno nei miei pantaloni.





E mentre sono lì che contribuisco a disboscare la foresta pluviale mangiando un Big Mac da 3 etti, mi viene in mente una cosa. Nessuno pensa mai al sacrificio delle mucche che vengono macellate per la goduria del nostro palato. Bisognerebbe onorare il loro sacrificio. Con delle raffigurazioni. Con delle icone. In chiesa ci sono le stazioni della via Crucis, no? In un McDonald’s dovrebbero esserci dei quadretti simili. Con una mucca al posto di Gesù. Più o meno 14 quadretti: 14 stazioni della via Crucis della mucca, la Cow Crucis, con sotto delle brevi didascalie. Mi sembra una buona idea. Onoriamo il sacrificio delle mucche. Anche perché sembra che le mucche tengano una lista delle persone che mangiano hamburger: per quando si vendicheranno.





Qualcuno mi ha chiesto: Daniele, perché ce l’hai con la religione?

Perché mi sono convinto che le religioni sono pericolose. Operano un plagio di massa che ha una funzione sociale di controllo; e che diventa pericolosissimo quando la religione, forte del numero, tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l’attività dei governi.

Gli esempi in questo senso sono sempre all’ordine del giorno (staminali, pacs, eutanasia) e ormai insopportabili... Ricorderete come la Chiesa si sia opposta alla ricerca sulle staminali degli embrioni perché "l’embrione è uno di noi, è già persona". C’erano però tre contro-argomenti formidabili:





a) Quello teologico. S.Tommaso nega agli embrioni la resurrezione, in quanto privi di anima razionale, e pertanto non ancora esseri umani. (Supplemento alla Summa Theologiae, 80, 4); b) Quello pragmatico. La Chiesa nega il battesimo ai feti abortiti in modo spontaneo. Nella prassi, cioè, la Chiesa non considera il feto una persona finchè non nasce vivo. c) Quello naturale. Di tutti i concepiti, solo il 15-20% riesce ad annidarsi nell’utero materno. La natura stessa, cioè, non tutela così tanto il diritto alla vita del concepito, diritto che però si arroga la Chiesa. ...È stata poi la scienza, e non la religione, a scoprire, la settimana scorsa, che è possibile ricavare cellule staminali anche da tessuti adulti. Fine del dilemma etico sollevato ad arte. Con la nuova ricerca sulle staminali, gli scienziati ritengono che adesso potremmo fare grandi progressi, dalla cura del Parkinson alla rigenerazione della spina dorsale nel centrosinistra. ....





In realtà, lo sappiamo, il motivo vero è che la Chiesa teme le unioni omosessuali. Ma se è un tema così importante, com’è che Gesù non dice una parola in proposito? Gesù non dice una parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare, il frequentare i reietti e gli ultimi. La Bibbia dice: “Non guardare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, ma la trave nel tuo occhioâ€. Al che i gruppi gay hanno replicato: se la trave te la metti nell’occhio, lo stai facendo in modo sbagliatoâ€.





La regola della convivenza umana è terrestre, non divina: ogni uomo è libero e deve poter decidere su di sé. ...E invece mille ostacoli. Col paradosso che i nostri parlamentari, per tenersi buoni i voti vaticani, da anni negano a noi, cittadini che li eleggiamo, i diritti che per sé loro si sono già attribuiti: da ben 16 anni, infatti, i parlamentari conviventi hanno gli stessi diritti dei parlamentari sposati. ......Nel frattempo Veltroni si trova a dover trattare con la segreteria di stato vaticana sull’eventuale istituzione di un registro delle coppie di fatto nel comune di Roma. Alla faccia della pari dignità dei cittadini che cattolici non sono, o che hanno preferenze sessuali non omologate.





...Ennesimo scadimento della laicità dello Stato, riconfermato dal voto della sinistra in Parlamento a favore dei privilegi economici della Chiesa cattolica: l’esenzione ICI e i meccanismi di assegnazione dell’8 per mille. .... Ecco papa Ratzi. Ride. Riderei anch’io se la mia ditta non pagasse le tasse. Ma la Chiesa non fa che rispettare il dettame evangelico. Gesù disse: “I miti erediteranno la terraâ€. Ed evitò astutamente di parlare della tassa di successione.





....L’abito di un cardinale: mozzetta rossa chiusa da dodici bottoncini. Sotto, rocchetto bianco in cotone con maniche a tre quarti ornato di pizzi e ricami. Sotto, fascia rossa di seta alla vita, con frangia, e sottana rossa di lana fine con bottoncini fino ai piedi. In testa, zucchetto rosso e berretta rossa a quattro angoli e tre spicchi o cappello a saturno nero ornato da cordone e fiocchi oppure mitria di seta bianca damascata. Se Gesù si imbattesse in un cardinale, scoppierebbe a ridere. ....





La separazione tra Stato e Chiesa, cioè fra reato e peccato, la indicò Gesù, quando disse: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dioâ€. Ne deduco che, se il papa è cattolico, Cristo non lo era. Altro guaio delle religioni: spesso danno una cornice nobile a comportamenti aberranti. Guardate come i musulmani in certi Paesi lapidano le loro donne. Non potrebbero farla franca, se non fosse per motivi religiosi.





Oppure, sempre la Chiesa cattolica. Milioni di persone muoiono in Africa di AIDS anche perché la Chiesa condanna l’uso del preservativo. Il preservativo, a quanto pare, è contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato... Qualche mese fa il papa ha chiesto a una commissione vaticana un dossier sull’uso del preservativo come protezione dalle malattie. Oh, proprio adesso che mi ero abituato alla castità.





Avete letto l’ultima enciclica di Papa Ratzi? E chi non l’ha letta? È così amena! È più divertente di un barile pieno di anguille. «Spe salvi», salvi nella speranza. Un testo sulla superiorità della fede cristiana, che esalta la sofferenza, perché avvicina alle sofferenze di Cristo. Cristo è morto in croce per i nostri peccati! Uuh, ma così ci fa sentire troppo in colpa! Non poteva solo lussarsi un’anca, per i nostri peccati?





L’enciclica è piena di citazioni colte. E questo è il QUIZ della settimana: quali fra questi intellettuali non è citato da papa Ratzi nell’ultima enciclica? Sant’Agostino. Kant. Adorno. De Sade. E la risposta è: De Sade. La Spe salvi, sorpresa! è una dura condanna della modernità. Il giorno che venne eletto, dissi in teatro: “Hanno eletto il nuovo papa. È il cardinal Ratzinger. Subito condannato di nuovo Galileoâ€. Non mi sbagliavo. Dopo un mese Ratzi disse: “La risposta alla modernità è Cristoâ€. Io ho 46 anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata. ... Ratzi attacca l’illuminismo, ma la Chiesa in 18 secoli non abolì la schiavitù, cosa che fece la Prima Repubblica francese del 1794. D’altra parte è noto che la Chiesa è lenta ad abbracciare la modernità. Fino a poco tempo fa, la loro idea di portatile era un chierichetto.





...Dico questo: se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito. ...Le religioni sono un fatto culturale. È tutto molto relativo. Il papa vorrebbe che tutti fossero cattolici. Le mucche vorrebbero che tutti fossero di religione indù. ....Qual è la verità sull’aldilà? Direi di partire da un semplice assioma: che nessuno ne sa niente. Mi piacerebbe che il papa una domenica si affacciasse su S.Pietro e dicesse: “Sapete una cosa? Nessuno ne sa niente. Siete liberi!â€...





L’anno scorso Ratzi scrisse la "Lettera sulla collaborazione dell’uomo e della donna". Ratzinger ha scritto un documento sulle donne. La cosa mi colpì perché non immaginavo che Ratzinger ne conoscesse una. Nella lettera, Ratzinger scrive che la famiglia è il fondamento della società. Vecchio adagio dei reazionari di sempre. Ma già negli anni 60, filosofi e psichiatri come Deleuze e Guattari, Laing, Reich hanno spiegato che la famiglia patriarcale serve a perpetuare la società proprietaria e autoritaria.





....Qualche anno fa, una commissione teologica internazionale guidata da Ratzinger si riunì per rispondere alla domanda: "Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?".

Questi temi mi affascinano. In auto ascolto sempre Radio Maria. Anche perché è inevitabile: accendi la radio, c’è Radio Maria. ..."Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?" Io avrei voluto essere in quella commissione di Ratzinger. Come fai a dare a una risposta? È come chiedere "Dove vanno le anime dei Klingon dopo morti?" Da nessuna parte, dato che i Klingon sono un FRUTTO DELLA FANTASIA UMANA.





Cenni storici ...Nella Genesi, è il serpente a convincere Eva a mangiare la mela proibita. Eva dà un morso e cade in un lungo sonno da cui Adamo la risveglia con un bacio. No, questa è Biancaneve. Bè, se da piccolo ti avessero detto che Biancaneve è una religione, ci avresti creduto! Comunque: Adamo ed Eva mangiano la mela e Dio li caccia dal paradiso terrestre. Meno male che non ha scoperto cosa avevano fatto con le banane.





....Nel tempo, le funzioni mitiche svolte dalle religioni e dalle monarchie non spariscono: oggi vengono assolte dai mezzi di comunicazione di massa e dal potere simbolico dei segni-merce, nuovi mondi-di-sogno. La pubblicità come teologia della lavatrice. Provate adesso a immaginare qualcuno che pretenda di vendervi una lavatrice alla condizione che, se non la comprate, brucerete all’inferno. Lo mandereste a cagare. Ma no, lui pretende anche di essere rispettato, perché non è solo una lavatrice, è una religione! Segnalo una grande novità: nella Spe salvi, il papa mette in dubbio l’esistenza delle fiamme eterne dell’inferno. Ma il paradiso, raccontato da Ratzinger, sembra la stanza da letto di Cristiano Malgioglio. Il papa oggi scrive che la scienza non salva l’uomo. Allora, d’ora in avanti, niente più antibiotici a Ratzi, ok? ... Sentiamo cos’ha da dirci Nostradamus.



LE ULTIME PROFEZIE DI NOSTRADAMUS: La mafia aumenterà gli stipendi ai dipendenti. Verrà scoperta una nuova suoneria cellulare di Mozart. Fabrizio Cicchitto si ritirerà dalla vita politica. Passerà più tempo coi familiari, che chiederanno di non essere identificati. L’editore di Penthouse diventerà cattolico e metterà sulla copertina del mensile una Vergine "gratta&annusa". Un gigantesco asteroide colpirà la Terra nel 2014. L’impatto avrà l’effetto di 20 milioni di bombe atomiche simili a quella sganciata su Hiroshima. Le autorità militari prepareranno il mondo alla nuova vita post-impatto detonando una bomba atomica al giorno nei sette anni precedenti. Quello della Chiesa è pensiero magico. Nell’udienza di mercoledì, il papa ha esortato gli esorcisti a continuare il buon lavoro. Parole di incoraggiamento anche ai cacciatori di vampiri.



Dice: Ma tu Daniele sei cattolico? Certo. Sono cattolico, apostolico, decaffeinato..... E mi affascina la storia di Giacomo, il fratello di Gesù. Sapevate che Gesù aveva un fratello? Io l’ho letto anni fa sulla Settimana enigmistica e non l’ho più dimenticato. Dev’essere stata dura, avere Gesù come fratello. Vinci una gara di nuoto, lui cammina sulle acque. Sai fare un cocktail, lui trasforma l’acqua in vino. Fai ripartire un’auto in panne, lui resuscita Lazzaro. Ti viene l’herpes, lui muore crocifisso. Che palle!



....No, in realtà non sono cattolico. Sono cristiano monofisita: non riconosco le decisioni del concilio di Calcedonia nel V secolo. Ero cattolico, finchè un giorno Dio mi è apparso in sogno e mi ha rivelato che erano tutte stronzate. Ok, non era un sogno: mi ha parlato da un roveto ardente. Ok, non era un roveto ardente: era il boschetto di una ragazza che stavo leccando. Comunque resto convinto che il cristianesimo sarebbe stato diverso, se Gesù avesse avuto una decappottabile.

postato da: amalfitano alle ore 12:20 | Permalink | commenti
categoria:teatro, scrittura
domenica, 23 dicembre 2007
233xvy4
postato da: amalfitano alle ore 15:39 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 16 dicembre 2007
alda merini

Corpo, ludibrio grigio
con le tue scarlatte voglie,
fino a quando mi imprigionerai?
anima circonflessa,

circonfusa e incapace,

anima circoncisa,

che fai distesa nel corpo?
Da: Fiore di Poesie
postato da: amalfitano alle ore 13:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:alda merini
giovedì, 13 dicembre 2007
libri del gatto
postato da: amalfitano alle ore 14:58 | Permalink | commenti (2)
categoria:filtro di carta
domenica, 09 dicembre 2007
jennifer_main

Nella foto la versione del grande attore nopoletano Arturo Cirillo, in questi giorni al Tetro India di Roma, de "Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello. La tematica è aspra e dolorosa: la follia di un travestito di nome Jennifer alle prese con i propri deliranti e grotteschi fantasmi. Un travestito che aspetta il ritorno del suo uomo da tre mesi, di un uomo incrociato per caso in discoteca, due parole, uno spruzzo di sesso, neanche una fotografia e il rituale dell'attesa: la cena preparata ogni sera (e se arrivasse proprio stasera, non si sa mai) i bicchieri di cristallo, le posate buone. Per un ospite che non arriva. Intorno, come le pareti della squallida stanzetta nella quale vive, una solitudine ed un dolore densi. Il vuoto rotto solo dallo squillo del telefono di chi ha sbagliato numero.
Cirillo non gioca con il travestitismo del proprio ruolo, non imita Mina o Patti Pravo per far ridere il pubblico, non apostrofa in dialetto i seccatori che telefonano per cercare altre persone per creare l'effettaccio comico del "femminiello" inevitabilmente ridicolo. Cirillo è Jennifer, Cirillo è le ambigità, le lacrime, gli irrisolti, la povertà morale e materiale, il desiderio di essere donna e madre di Jennifer. Egli, attraverso lo scarno allestimento del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, ne trasmette la disperazione, l'immensa solitudine, l'impossibilità di trovare la propria identità, l'impossibilità di amare ed essere amati. Cirillo è grande e rende questo testo, a suo tempo portato in scena dallo stesso Ruccello, una vera tragedia classica, la cui catarsi consiste nella presa di coscienza che la sofferenza e il dolore sono bagagli comuni a tutti quelli che osano dirsi vivi.
postato da: amalfitano alle ore 09:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:teatro, follia, filtro di carta
venerdì, 07 dicembre 2007
La Scala

Debutta alla 17.00 Daniel Baremboim con il Trstano e Isotta di Wagner alla Scala. E per me è sempre un'emozione.
postato da: amalfitano alle ore 16:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:teatro
venerdì, 07 dicembre 2007
Giornata di assemblea d'istituto: ovvero come accogliere i ragazzi in classe alle 8.00,come fare l'appello ed uscire tutti alle 8.30 quando dovrebbe cominciare l'assemblea; tanto di quella non frega niente a nessuno.

Ho mangiato come un maiale. Ma la causa non era quella.

Anche ieri ho mangiato come un bufalo dall'egizio di Piazzale delle Gardenie. L'ambiente è popolare ma discreto, frequentato alle 11.45 (quando ci vado io) da operai e manovali per lo più stranieri in pausa pranzo. Almeno, penso sempre, non mi sentirò osservato la dentro. Il padrone è un panzone egizio peggio di me, che, come tutti i levantini, se diventi suo cliente e paghi in contanti, ti stende tappeti d'oro sotto i piedi e non fa mai una piega. Altrove a causa del piccolo vizio di ingozzarmi che mi assale tutti i giorni invariabilmente tra le 11.45 e le 12.30, mi sono sentito servire i miei medicamenti maleolenti e grondanti olio con il sarcasmo di un: "bella botta de fegato" oppure "...e poi 3, 4, 5 supplì". In più Lucia mi ha etichettato come "Super-supplì" l'eroe della pausa pranzo.

Ha un socio unto e baffuto l'egizio con due occhietti vitellini e vispi e una moglie ucraina bianca e bionda come un gabbiano scandinavo.

Ieri dopo aver sollevato sul bancone il mio vassoio contenente la pizza con mozzarella, la ripiena con formaggio e quella ai funghi e quattro formaggi tagliuzzata a quadratini regolari e ordinata a spina di pesce, mi ha regalato anche una crocchetta. Mi è venuta l'acquolina al pensiero della frenesia di fare a brandelli con i denti quelle paste e di far violenza con gli incisivi alla crocchetta.

Ho perso la cognizione del tempo e del luogo. La voce chioccia che veniva dalla tivvu ripeteva gli ingredienti per il pollo al curry e canzoncine stupide. Io non so più dove sono. Mi perdo nella masticazione e nel sapore piatto, liquido, sempre uguale, nello stomaco che si riempie e si riscalda, nel vuoto che mi separa da Lucia che si riempie e tracima.

Da grasso somiglio molto più di prima a mia madre. Una foto che ha scattato Clio qualche settimana fa mi ha messo il panico: stesso sorriso compiaciuto, stesso collo taurino e tozzo che si leva a stento dalla maglietta, stessa informe spalla.

Oggi, dopo aver appreso che Lucia sarebbe tornata tardi a casa e che alle 8.45 la mia giornata di lavoro era già terminata, mi si è sciorinato davanti tutto il resto del tempo a disposizione. Tutta quella distesa di tempo che ha colui che ha tempo da perdere, perchè l'unica occupazione che ha è costituita dall'attesa che passi il tempo fino all'arrivo della sera. In genere queste persone invidiano quelli che non hanno mai tempo e molto si dolgono della propria inettitudine. E cos'è l'inettitudine se non il tempo perso da chi aspetta che passi il tempo?

Così oggi mi sono servito dall'imbattibile Alì, Tuscolana angolo Numidio Quadrato. Una teoria di giovani marocchini tutti simili che si alternano fraternamente a tagliare carne scoppiettante di grasso al girarrosto arabo ed un'unica donna che (me lo sono inventato io) è la moglie di Alì. Chi sia Alì non lo so, non ho il diritto di scegliere tra tutti quegli uomini il mio ospite. Anche perchè non avrei il coraggio di confidargli che anche nelle crisi più violente, cinetiche,frenetiche, divoratrici, spazzolafrigo, il motivo che mi allontana da lui è il fatto che la discrezione che regna all'interno, e che mi permette una piacevole e soddisfacente secrezione dei cibi, sia sbilanciata dal passeggio continuo e dal traffico della Tuscolana. E da quelli che sbirciano all'interno!



postato da: amalfitano alle ore 15:29 | Permalink | commenti
categoria:follia, filtro di carta, mi aiuti dott freud, supersupplì

Heracleum blog & web tools