lunedì, 10 agosto 2009
Due giorni fa il pader affannava.
Era esaurito e stanco ed annaspava. Pallido e disfatto sembrava l'immagine della sofferenza.
Così l'ho portato dal cardiologo.
Risultato: ha uno scompenso come l'ho avuto io.
Conseguenza: nuova terapia e niente vacanze.
Per il quarto anno di seguito.
postato da: amalfitano alle ore 09:38 | Permalink | commenti
categoria:filtro di carta
martedì, 28 luglio 2009
Stante la scarsa previsione di vita delle settimane scorse ho pensato a cosa sia la morte. Come si manifesta e quando e in che modo il corpo spenga anche la coscienza e se ci sia l'anima o se il nostro essere sia limitato solo al magro succolento esistere su questa Terra.
Che cosa è il corpo polposo e gravido di vita, perchè esso satollo d'energia, atto a suggere ogni piacere grasso e voluminoso, capace di gonfiarsi di fronte allo sforzo e di penetrare con la testardaggine di un ariete il molle e accogliente desiderio per suggellarvi l'estasi, ad un tratto, si spenga.
E' un attimo. Come il tempo della nascita non è che un istante, un attimo di fronte al quale il lungo viaggio fino alla luce non conta, quello della fine è un momento allo stesso modo. Prima il cuore batte, poi cessa le contrazioni.
E che succede al corpo?
Come si manifesta la morte? Come si passa dalla vita alla morte? Sono atroci dolori tra i quali il corpo si spegne? Soffocamento? Arresto?
E poi l'anima, se c'è, cosa le succede?
Il corpo chiuso nella bara se la porta dietro? Essa è legata alla bara perchè per sua natura non può abbandonare il corpo? Soprattutto essa è senziente? E avverte come nella vita o no? E sente il soffocameto dell'eterna prigionia del seppellimento o può liberarsi dai vincoli della natura umana e fuggire via?
Non so.
Ho accarezzato l'idea della cremazione.
Non vorrei morire mai.
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categoria:follia, sono fuori, dolori e affini, filtro di carta
mercoledì, 22 luglio 2009
Chissà...


Allora:


ho passato un mese in ospedale, mi hanno punzecchiato, spunzonato, spintonato, sprimacciato, sbullonato, mi hanno attaccato alla bombola 16 ore al dì,sono dimagrito di 25 kg., mi hanno pronosticato 3 o 4 anni di vita,secondo il cardiologo mi hanno sbagliato la diagnosi, ma io credo che abbia sbagliato lui, mi hanno truccato con gli psicofarmaci e mi è venuto pure l'esaurimento.
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categoria:
martedì, 19 maggio 2009
Pubblico una poesia di un mio alunno che si chiama Viorel.

Il mio studio è mio amico,
mio museo
mio paradiso e inferno;
è un deserto
nel mezzo del quale mi trovo
e non vedo che un mare tondo.

Il mio studio è una casa
Senza pareti né tetto,
negli angoli giacciono
relitti di epoche passate,
rilievi e tavolette egizie e greche,
cristalli fenici,
palinsesti dipinti e bizantini.

Amo gli oggetti antichi
Nel loro silenzio
Orme di mille uomini
Che, immersi nel buio,
erompono alla luce.
Eterno pensiero
Che cala nel profondo.
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categoria:poeti, qualità, alunni, nuova vita
lunedì, 30 marzo 2009
Non più di due minuti fa il pader si è reso conto che la dentiera gli si era spezzata a metà, avendo egli dato un morso ad una mela.



Ieri sera stramazzato a quattro di mazzo sulla sua sedia da giardino portata da Napoli e di cui astutamente si serve per marcare la sua volontaria estraneità all , si lamentava fortemente perchè avvertiva nettissimo il movimento dell'ernia che come un contrappeso calato in un pozzo, gli scendeva e gli risaliva nell'inguine. Dopo mille tira e molla ho chiamato l'urologo che (horribile visu) non si ricordava di lui e al quale lui stesso ha raccontato la sua trista situazione. Il clinico, dotato di un notevole spirito pratico, ha suggerito che non poteva esserci stato un peggioramento della situazione, dal momento che lui stava parlando e che la voce non era quella quella affannosa e dolorante di chi è afflitto dalle pene di un'ernia strozzata.

Dopo aver deciso che il clinico che per altro mostrava di non ricordarsi di lui non gli andava più bene, ha detto che qual tizio poteva andare bene per noi che siamo giovani, ma per lui...

Liquidato il clinico il pader ha brevemente rivolto l'attenzione ai festeggiamenti per le nozze Fini-Berlusconi ed è così crollato in un sonno profondissimo e rumoroso.

Ora giace con un mio libro tra e mani sulla sua poltrona.
Prima di ritirarsi ha dichiarato che non c'è niente da ridere e che la sua situazione è drammatica anzichè no.
E noi che non ci avevamo neanche pensato.
postato da: amalfitano alle ore 13:38 | Permalink | commenti
categoria:follia, dolori e affini, filtro di carta
lunedì, 16 marzo 2009
Mio dio che schifo

ma come può essere che la vita mi metta ancora di fronte a tutto questo schifo

come se non avessi avuto già viscere aperte riempite di cavolfiore fumante e liquame di minestre attraversato da isole di cancrene di grattugiato



che schifo la natura

quanto tollera e fino a quando la coperta ci copre i piedi.



Schifoschfoschifoschifoschifoschifoschifoschifoschifo
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categoria:follia, filtro di carta
martedì, 10 marzo 2009
E va bene va bene, lo so.
in due settimane ho perso Kg. 3.700
le cose scolastiche vanno e sono comunque dominabili
il pader è uno scassacazzi, come sempre
Lucia gira come una trottola, produce saggi per le sue classi, organizza convegni, giornate di studio

ma c'è la crisi
grossa crisi

c'è qualcuno che pubblicherà il suo ennesimo libro
qualcuno che si è realizzata come scrittrice, cme romanziera
grande stronza

qualcuno che è rimasto sul limite esterno
sulla soglia

bon
postato da: amalfitano alle ore 20:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:nuova vita, dolori e affini
lunedì, 09 marzo 2009
Elsa

scuola, il pader scassacazzi, la moglie risentita, lo psichiatra inutile, il dietologo fenomeno da baraccone
alunni, urla
ZZZANG ZANG TUMB TUMB

dobbiamo fare fuori Bell'omo perchè dò fastidio al Preside
quello d'inglese è schizofrenico-paranoide
quello di disegno beve
quello di italiano è matto
Salvati domani parte per Siena con due classi
quello di topografia ne porta una sola perche come li tiene lui...
il fax è rotto
la donna di daniele è incinta
l'ITP di laboratorio ha preso un mese di aspettativa perchè è caduta dagli sci.

Ma andate tutti a ffanculo!!!

postato da: amalfitano alle ore 23:07 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 20 febbraio 2009
E' da giorni che privo di ogni controllo mangio senza freni.

a scuola mi ingozzo di merendine fresche fresche delle macchinette e quando arrivano i pizzettari compro almeno due pezzi. all'uscita c'è l'egizio delle alzavole che mi aspetta, l'odore pesante del kebab che gira sul grill, tre supplì di riso addensato con un pezzo di formaggio bianco ed insapore freddo in mezzo. Mi servo dei supplì e di un hot-dog gigante e mi siedo a fissare il grll che gira e la carne che sfrigola con il grasso che cola friggendo sulla griglia infondo.

Fuori il vento è impetuoso. Soffia freddo sulle chiome degli alberi nitidi, il sole è azzurro e limpido. Prima di uscire mi viene sete, una sete cui sono abituato, una punizione che mi infliggo per il mio ennesimo sgarro ad una dieta che ormai non c'è più. non spenderei mai altri soldi per una bottiglia d'acqua: a casa ne avrò a volontà.

non devo andare dal dott. S., tanto non fa che dirmi che sappiamo tutto, ormai sappiamo tutto. ma io sono fermo, sono maledettamente fermo, il culo maledettamente pesante.
ed io non so che fare. lui mi chiede cosa voglia fare.

ed io sono come il ghiaccio.

Daniele è un ragazzo come tanti. nè allegro nè triste, nè stronzo nè buono.
postato da: amalfitano alle ore 19:21 | Permalink | commenti
categoria:dolori e affini, filtro di carta
domenica, 08 febbraio 2009
E'da giorni che mi addormento all'improvviso, basta che sia seduto, e che faccio sogni orribili. Il Dott. S. si è chiesto senza troppa convinzione: "narcolessia?". Ma non sembrava molto interessato al caso. I miei sogni proseguono. Case enormi, prati verdi, molta gente festante,stanze nelle stanze, la morte di mia madre. Spesso nel panico cerco il Dott. S., cerco un telefono o il mio cellulare, ma la fuga di camere tra me e il telefono si moltiplica all'improvviso come in una galleria degli specchi e mia madre che guarisce o che giace in un letto senza futuro.



Il Dott. S. dice che sono io a non sapere se sia in vita o no, a non accorgermi che sono vivo.



Ho tagliato le gambe a Lucia. Ho fatto sì che la vita le impedisse di continuare la sua attività di ricerca. E il figlio? Vogliamo dimenticare il figlio?



Ho sempre pensato che ci fosse tempo, c'è tempo, c'è tempo, per fare ogni cosa. Ho compiuto 40 anni da qualche giorno. Mi hanno consolato i miei ragazzi a scuola organizzando una festa per me in ogni mia classe e dedicandomi la loro giovinezza, la loro allegria. Ed io sono grasso più di prima e trascorro le notti difficili. Mi ritrovo seduto sul bordo del letto, rivolto alla prima luce che s'intravveda tra le bacchette della persiana. Sembro un gatto che annusi l'aria, cerco il sonno alla cieca e mi sento in carcere.


Stavolta completamente nudo e magro dovevo attraversare un giardino popolato dalla clientela di un albergo per raggiungere il portico dell'ingresso dietro le colonne del quale si nascondono due assassini che sparano addosso a mio padre e a me, che nella notte siamo chiari come latte in una tazza.

La sveglia delle 5.30 chiude le porte di sicurezza e il lungo servizio a scuola dà accesso alla mia illusoria libertà. Il ritorno a casa è l'accesso ad una cella più grande e fredda.
postato da: amalfitano alle ore 19:31 | Permalink | commenti
categoria:follia, filtro di carta

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